To Be Digital

5 caratteristiche dell’Essere Digitale

Questo articolo è il primo tratto dalla Newsletter settimanale To Be Digital di LinkedIn. Ogni volta cercherò di proporti uno stimolo con domanda sul digitale, dandoti il mio punto di vista, ma curioso di conoscere il tuo!

Luciano Floridi parla di società delle mangrovie per descrivere il mondo in cui viviamo. Un universo sempre più indistinto in cui reale e digitale si fondono. E’ a mio avviso la condizione in cui si trovano a vivere per lo più gli immigrati digitali, ovvero tutti coloro che in questo mondo sono arrivati dopo, a differenza dei nativi. Ed eccoci alla domanda della newsletter.

Esistono delle caratteristiche, delle qualità intrinseche nei nativi digitali, che potremmo sfruttare noi immigrati per vivere meglio in questo mondo nuovo?

Ne ho individuate 5:

1.   CURIOSITA’: la curiosità ci distingue dalla macchina. Per quanta intelligenza artificiale essa possa contenere, nessuna macchina potrà mai essere curiosa. Oltretutto ognuno di noi è curioso in modo diverso, non replicabile. Solo la curiosità ci può salvare in questo mondo che tende ad etichettarci e collocarci in “bolle” tramite algoritmi che conoscono tutto di noi. “Siamo come surfisti che fanno acrobazie sulla cresta delle onde, viviamo in superficie e viaggiamo veloci” (Alessandro Baricco, I Barbari). Ma una volta che qualcosa ti incuriosisce la Rete ti offre l’opportunità di approfondire, di andare in profondità, a curiosare. Ed allora sii curioso e nessun algoritmo riuscirà a catalogarti!

2.   CORAGGIO: essere curiosi comporta il coraggio di fare, di sperimentare. In Rete vince chi fa. Meglio testare un prodotto che ritardarne il lancio per costruirne una versione finale perfetta. Anche perché sarà sempre il cliente a decidere se lo è. Ancora meglio se nella fase di test e definizione della versione finale riuscirai a coinvolgere il potenziale cliente (ti dice niente il concetto di prosumer?). Osare e rompere gli schemi. Una bellissima frase contenuta nel libro Transformation di Emilio Iodice dice “l’opposto di coraggio non è codardia, ma conformità”. Osa!

3.   CONDIVISIONE: #thinkdoshare è l’hastag che utilizzo spesso a chiusura dei miei post su LinkedIn, proprio a sottolineare come la curiosità, la voglia di fare ed infine la condivisione siano un unicum indivisibile alla base dello sviluppo di questo mondo digitale. Pensa al software open source o alla sharing economy. La condivisione è una vera e propria “filosofia” di vita, sostenuta da tutti i nativi digitali. Più condivisione, più conoscenza, più opportunità. Non ragionare da vecchio, non temere che qualcuno ti rubi l’idea. Condividi!

4.   COGLIERE LE OPPORTUNITA’: il digitale amplifica le opportunità di fare impresa. E’ un mondo in cui non sono più necessari grandi capitali per iniziare. Sono famose le storie delle startup delle Silicon Valley nate nei garage. E’ una visione romantica, che forse oggi non è più reale, ma resta il fatto che nel mondo digitale una buona idea può essere testata e validata con un investimento relativamente limitato (almeno nella fase di startup). Il popolo digitale è curioso, agisce in base ai propri istinti e sperimenta, cogliendo al volo le occasioni che gli si prospettano. Non lasciarti sfuggire l’opportunità che potrebbe cambiarti la vita, testala, condividila, modificala e via!

5.   VOGLIA DI IMPARARE: puoi essere un esperto, un professionista, un cultore della materia, stai tranquillo che nel mondo iper connesso e digitale ci sarà sempre qualche nerd più nerd di te! Qualcuno che ne sa di più, in grado di smontare le tue certezze e conquistare il tuo spazio. Quindi, non prenderti troppo sul serio, c’è sempre da imparare (lifelong learning?). Soprattutto dai più giovani, perchè questo è un mondo capovolto! D’altronde lo diceva già Socrate: “So di non sapere”. Poi ce ne siamo dimenticati e siamo diventati tuttologi…

Cosa ne pensi? Intravedi altre qualità? Potresti suggerirle, motivandole? La ricerca delle caratteristiche dell’Essere Digitale è tutt’altro che chiusa!

Ulteriori approfondimenti dell’argomento nel libro To Be Digital.

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Pubblicato da
Alessandro Angelelli

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