Innovazione

ChatGpt mi ha già rubato il lavoro

Sul Corriere della Sera c’è un interessante articolo in cui si raccontano le “prime storie” di lavori rubati da un’intelligenza artificiale.
Secondo un “paper” molto autorevole firmato, tra gli altri, da Pamela Mishkin di OpenAI (il produttore di ChatGPT) metà dei 158 milioni di occupati americani rischia di perdere il posto o di dover competere al ribasso sul proprio salario a causa appunto dell’Intelligenza Artificiale.

I casi sono i più svariati. Si va dalla copywriter che lavora a Londra a cui è stato tolto il lavoro a causa di ChatGPT che scrive i testi al posto suo, passando all’informatico che lavora per una multinazionale che fa “programmare” software automatizzati al posto delle persone, arrivando a una curiosa situazione in cui un lettore dice di voler rivolgersi alla IA al posto dello psicanalista perché in effetti “il computer non è empatico, non ha sentimenti, non capisce quello che scrive, ma è in grado di replicare perfettamente la conoscenza relativa ai meccanismi dell’inconscio, se ben addestrato. È puro addestramento, ma di una qualità ad oggi inaudita”.

Tutte cose che fanno molto riflettere e che ci mettono di fronte a diverse domande, domande che abbiamo sempre trovato solo nei libri di fantascienza.
Siamo sicuri che la copy fosse abbastanza brava per la cliente che l’ha mollata? Sarebbe anche possibile supporre che, se gli stessi risultati li si raggiunge con una IA, allora il problema non è la IA.

Oppure, visto il grande numero di persone che fanno “gli analisti”, è possibile pensare che una macchina li superi in qualità delle diagnosi proprio grazie al fatto di avere una immensa mole di dati sui cui lavorare?

O, di nuovo: programmare software è qualcosa che si piazza tra la preparazione, l’aggiornamento e la tecnica e l’intuito. Non è possibile che una macchina ben addestrata sia in grado di amalgamare questi tre ingredienti meglio di un programmatore, se lo stesso è un mediocre programmatore?

Non so cosa pensare ma credo che le IA saranno in grado di sostituire solo chi non è in grado di evolvere o che ha preso una strada, diciamo, non consona alle proprie caratteristiche.
E questi si, molto probabilmente si dovranno reinventare, trovare le proprie attitudini vere o fare qualcosa che le IA non possono fare. Come la pizza.

Tu cosa ne pensi? Stiamo bonificando il mercato dalla mediocrità o stiamo sostituendo bravi professionisti con macchine solo perché costano meno?

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Pubblicato da
Rudy Bandiera
Tags: chatGPT

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