Traendo spunto dal solito Elon Musk e il suo ultimo tweett – circa la drastica riduzione dei dipendenti della piattaforma social da 8.000 a 1.500 – proviamo a ragionare sull’evoluzione del lavoro nel nostro tempo.
Se, da un lato, il digitale sta già sostituendo professionisti e professioni, offrendo uno standard qualitativo più veloce ed efficiente, dall’altro esso richiede grande quantità di capitale umano, pronto a cavalcare l’onda del cambiamento.
Nessuna competizione tra macchina e uomo, solo un reciproco sostegno all’insegna del buon futuro per tutti.
La tecnologia, il digitale e l’intelligenza artificiale sono e restano dei facilitatori di quotidianità mentre l’uomo, che non è tarato in codice binario, con la sua esperienza, conoscenza, civiltà e humanitas è e sarà sempre l’unico artefice del progresso.
Pertanto, per essere al passo della radicale trasformazione sociale che la digitalizzazione sta promuovendo, sempre più necessaria si rende una formazione specializzata e ad hoc, capace di assecondare l’evoluzione delle professioni in diversi e nuovi ambiti.
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