Leggiamo e scriviamo spesso temi legati a startup, business angel, venture capital, a volte alcune idee sono buone, altre meno. Alcune di queste raccolgono centinaia di migliaia di euro, fino a milioni. Quasi mai alla base c’è un prodotto “finito”, spesso un prototipo di prodotto, da testare e migliorare. Ed è giusto che sia così!
Ieri mi sono imbattuto nell’idea di un “arzillo” 84enne… un giornalista che ha scritto la storia di questo Paese (e non solo).
Gianni Minà ha avviato a luglio una raccolta fondi che si conclude tra 38 giorni. Obiettivo 30.000 euro, raccolti SOLO 16.895.
La cosa mi ha sorpreso negativamente.
Possibile non si sia ancora riusciti a raggiungere l’obiettivo per poter digitalizzare “chiacchierate informali con tanti personaggi: scrittori, miti dello sport, leader politici, cronache del FSM […] che sarebbero poi disponibili su di una piattaforma di consultazione e di pensiero, a cui tutti possono accedere”. Per chi non lo sapesse Gianni Minà ha praticamente intervistato i più importanti personaggi della seconda metà del XX secolo…
Oltre a dare il mio piccolo contributo personale non posso fare altro che condividere la campagna. Sperando che si arrivi al risultato.
“Cari Amici,
questa ondata lunga di affetto nei miei confronti ci ha commosso. Ma ci ha anche fatto sognare, chiedendoci cosa potrebbe accadere se mettessimo nelle vostre mani un nostro antico progetto.
Per anni abbiamo cercato un mecenate che ci permettesse di riportare alla luce il materiale audiovisivo che teniamo nei nostri magazzini, frutto di più di sessant’anni di lavoro in giro per il mondo.
Il nostro modus operandi è sempre stato lo stesso, di progetto in progetto – si fiutava un evento di cronaca o un personaggio non banale, si proponeva alla Rai e, se l’idea veniva accettata, si produceva il reportage, l’intervista, il documentario. Il prodotto finale si avvale del meglio di questi incontri. Il resto rimane nelle cassette di lavorazione.
Si tratta quindi di metri e metri di pellicola, e non solo, di chiacchierate informali con tanti personaggi: scrittori, miti dello sport, leader politici, cronache del FSM e molto altro mai trans-codificate perché all’epoca, qui in Italia, non si credeva ancora abbastanza al digitale.
Vogliamo così lanciare una campagna di finanziamento dal basso: tutto ciò che ci arriverà, lo useremo per la lavorazione dei supporti che abbiamo: pellicole, vhs, betacam, minidv, e così via. La digitalizzazione di questo materiale verrà catalogata e pubblicata sul sito o sui social, così da trasformare il nostro spazio in una piccola piattaforma di consultazione e di pensiero, a cui tutti possono accedere.
Non sarà un “ritorno al passato”, ma vorremo fosse uno slancio verso l’utopia. Questo progetto lo vorremmo dedicare a Francesca Emilia, Paola Emilia, Marianna, Eugenio, Bruno, Ludovica, e ai tanti ragazz* delle nuove generazioni, che stanno costruendo il nostro futuro.
Gianni Minà e Loredana Macchietti. Mina’s Rewind, link al progetto.
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