Finalmente il black Friday è arrivato, e pure passato… in moltissimi lo aspettavano per acquistare il nuovo modello di..di..di cosa?

Questa è la domanda da rivolgersi prima del famigerato “Venerdì nero”, giorno divenuto celebre per gli sconti incredibili che sono soliti applicare i negozi, prima esclusivamente per questa data, poi per tutta la settimana successiva. Tradizione ovviamente tutta americana, cade tradizionalmente il giorno successivo al Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, che a sua volta ricorre il quarto giovedì di novembre. Non esiste dunque una data fissa per il “venerdì nero”.

Le origini del Black Friday

Le radici si vuole risalgano addirittura al 1924, quando la catena Macy’s iniziò ad organizzare parate il venerdì successivo la festa del ringraziamento, per celebrare l’inizio del periodo natalizio. Cosa più sicura è che fra gli anni ‘60 ed ‘80 l’espressione ha iniziato a prendere un’accezione decisamente positiva, forse per richiamare al nero dei conti positivi, a differenza del rosso di quelli negativi. E a beneficiare maggiormente di queste iniziative ovviamente è la tecnologia domestica. 

Stando ai dati dell’anno 2017 raccolti dalla rinomata casa di produzione software Adobe (la mamma di Photoshop, per intenderci) il settore della tecnologia in un solo giorno ha fatto circolare quasi due miliardi di dollari nei soli Stati Uniti, quasi un terzo della spesa totale. E questo non soltanto per via degli sconti, e qui viene il nocciolo della questione, ma per una vera e propria necessità. In moltissimi infatti ci ritroviamo, e sottolineo ci ritroviamo, con un telefono che è in pessime condizioni dopo un anno dall’acquisto, massimo due.

Obsolescenza tecnologica

Non è necessariamente la parte hardware ad avere problemi, magari è solo il software, oppure lo schermo touchscreen, che iniziano ad agire di vita propria. Le applicazioni non rispondono più, il sistema diventa lento e svolgere qualsiasi operazione diventa un’agonia.

Ecco, probabilmente il vostro telefono si è preso l’obsolescenza e non si può fare nulla. E’ tecnologica. Scherzi a parte, quello che probabilmente è successo è che alcune applicazioni, se non lo stesso sistema operativo, sono stati aggiornati, quindi hanno iniziato a pesare di più sulla CPU e sulla RAM, rallentando lo svolgimento di tutti i processi, oppure peggio ancora alcune parti di codice che compongono le applicazioni e i programmi hanno iniziato ad entrare in conflitto fra di loro, disturbando lo svolgersi dei processi. 

Da un lato questo è assolutamente normale, la tecnologia ha bisogno di sviluppo e nello sviluppo un po’di confusione è consentita. Dall’altro lato, ad esempio, il governo Francese sta invece indagando un colosso come Apple proprio con accuse di questo tipo, senza contare che la stessa Apple, oltre a Samsung, era già stata multata dall’Antitrust per illeciti (l’accusa è sempre obsolescenza programmata) nelle linee di produzione di alcuni smartphone come Iphone6 e Note4.

Obsolescenza tecnologica
Obsolescenza tecnologica o programmata? Photo credit: Bru-nO by pixabay

Oltre l’obsolescenza tecnologica, il dubbio che ci sia “progammazione”

Ovviamente lo scopo di questo genere di manovre, così come quello di eventi simili al Black Friday, servono a far metabolizzare una produzione di beni eccessiva, che rischierebbe altrimenti di intasarsi. Questo a causa dei modelli di business aziendali che si preoccupano di produrre merce e poi si impongono di venderla, senza considerare quale sarebbe l’effettiva necessità della popolazione di quel medesimo bene. E questa è di nuovo una medaglia a due facce: da un lato vediamo abbassare il prezzo della merce per via della competizione di mercato, dall’altro vediamo ogni tipo di risorsa esaurirsi ad un ritmo catastrofico. 

Per la coda lunga di questo Black Friday quindi, ma anche per i prossimi saldi, non comprare qualcosa solo perchè costa poco, assicurati di averne bisogno!


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