Il tema della sicurezza sul web è sempre più centrale nella nostra società. Un tema ancor più importante se si pensa all’utilizzo della rete nel mondo del lavoro ed anche per quanto riguarda la sfera privata. Secondo una indagine nel 2019 in Italia, tra aziende pubbliche e private, al Garante della privacy sono arrivate 1.443 segnalazioni di incidenti informatici che hanno messo a rischio la sicurezza delle informazioni personali.

Sempre nel 2019 sono state ordinate 147 ispezioni, svolte anche con il contributo del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza. Dalle banche, per proteggere i flussi di dati verso l’anagrafe dei conti correnti, ad aziende di marketing, per verificare abusi nella profilazione dei clienti.

Sul tema della cybersecurity è intervenuta anche l’Unione Europea che ha destinato 38 milioni di euro per finanziare progetti innovativi per la protezione delle infrastrutture critiche all’interno dell’Unione da attacchi informatici. Tra questi progetti tre studieranno come prevenire, individuare e contrastare gli attacchi informatici e fisici all’interno delle reti metropolitane e ferroviarie, oltre che nelle infrastrutture terrestri e satellitari e nei servizi di e-commerce e di consegne a domicilio: si tratta di Safety4rails, Ensurec e 7shield, quest’ultima coordinata dall’italiana Fair Dynamic Consulting e con la partecipazione anche di Serco Italia, Rensil Tech, e il Centro regionale per la comunicazione, l’informazione e la tecnologia.

Il primo corso di laurea sulla sicurezza informatica

In Italia si è sempre più attenti al tema della sicurezza informatica, soprattutto per quanto riguarda le applicazioni quotidiane. Un conto è navigare su siti che garantiscono la massima privacy e sicurezza come https://casino.netbet.it/ ed un altro è farlo su siti di dubbia i. Un tema molto caro agli italiani, a tal punto che all’Università di Pisa a settembre il primo corso di laurea in Italia in “Cybersecurity”, che offrirà una formazione completa non solo sui classici aspetti legati al software, come la sicurezza di dati, i programmi e i sistemi operativi, ma anche su quelli che riguardano l’hardware, come dispositivi elettronici, propagazione del segnale e i sistemi biometrici.

Il corso di laurea magistrale sarà gestito congiuntamente dai dipartimenti di Ingegneria dell’Informazione e di Informatica dell’Ateneo pisano e punta a inquadrare la sicurezza informatica sia nel contesto delle organizzazioni e delle aziende che devono proteggersi dal rischio informatico, sia in quello degli aspetti legali e giuridici.

Un corso di laurea figlio della lunga tradizione dell’Università di Pisa nel settore dell’informatica e delle tecnologie digitali: qui è stato costruito il primo calcolatore, è stato creato il primo corso di laurea italiano in Informatica più di 50 anni fa e attivato il primo collegamento a Internet in Italia nel 1986. Nel settore specifico della cybersecurity sono attivi diversi progetti, anche internazionali, e da anni è attivo un master in sicurezza informatica in collaborazione con il Cnr.

Come proteggersi dai rischi della rete

Per stare alla larga dai rischi della rete è possibile seguire una serie di consigli che possono rivelarsi molto utili. Il primo è quello di mantenere sempre aggiornato il proprio sistema operativo, poiché gli hacker accedono attraverso i punti deboli nel software. Una di queste misure è anche l’eliminazione di vecchi sistemi operativi come Windows XP, poiché non ricevono più alcun aggiornamento. Inoltre, è utile creare un inventario di tutti i computer e di tutte le applicazioni dell’azienda.

È sempre utile, per le aziende, verificare i diritti utente e i cambi di funzione. In questo modo potete impedire che ad esempio degli ex collaboratori accedano alla rete. Installare programmi antivirus che riconoscano e blocchino i malware e utilizzare un firewall che impedisca gli accessi non consentiti.

E le password? Queste devono essere “intelligenti”, e non banali. È importante utilizzare password che contengano ad esempio caratteri speciali, combinino cifre e lettere, abbiano almeno otto caratteri e nelle quali non compaia il proprio nome.

Per proteggere i propri dati ed i file dei vari dispositivi è molto importante eseguire backup regolari dei dati, anche quotidianamente a seconda dell’importanza. L’ultimo backup non dovrebbe sovrascrivere quello precedente, poiché i dati storici potrebbero andar perduti. Banale, ma importante: il backup dovrebbe essere sempre staccato dalla rete, in modo da evitare che diventi vittima di un virus. E occorre testare regolarmente se il backup dei dati ha funzionato.

Nel campo lavorativo, infine, è fondamentale sensibilizzare i propri dipendenti e ad esempio istruirli sul phishing. I collaboratori sono infatti la porta di ingresso per quasi tutti gli attacchi informatici. Consigli che se seguiti possono metterci al riparo da molti rischi che corrono sulla rete.

*Articolo realizzato con la collaborazione di NetBet



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