Conoscete il fenomeno “change blindness”? Guardando il video del mitico Kevin Parry (seguitelo, crea filmati davvero unici) mi è tornato in mente questo fenomeno risultato da un’attenzione selettiva in cui il cervello si focalizza su alcuni elementi ignorandone altri nell’ambiente visivo circostante.
Questo fenomeno è stato scoperto e descritto da diversi psicologi sperimentali, tra cui Ronald A. Rensink, J. Kevin O’Regan e David J. Simons.
Nel contesto aziendale, la cecità al cambiamento può essere particolarmente problematica poiché l’ambiente economico e tecnologico sta cambiando rapidamente e le imprese che non si adattano rischiano di diventare obsolete o di perdere competitività.
Se ci pensate bene anche in azienda può manifestarsi in molte forme, ad esempio:
⛔️ Resistenza da parte dei dipendenti a nuove tecnologie, procedure o processi aziendali.
⛔️ Manutenzione di prodotti, servizi o modelli di business obsoleti.
⛔️ Rifiuto di adottare nuove idee o di implementare nuove strategie.
⛔️ Mancanza di capacità di adattamento alle nuove esigenze del mercato o alle richieste dei clienti.
Per superare queste situazioni si potrebbero adottare una serie di strategie, tra cui:
✅ Promuovere una cultura dell’innovazione e dell’apertura al cambiamento all’interno dell’organizzazione.
✅ Coinvolgere i dipendenti nei processi di cambiamento e fornire loro le informazioni e le risorse necessarie per adattarsi.
✅ Monitorare costantemente le tendenze del mercato e le tecnologie emergenti per identificare opportunità di cambiamento e adattamento.
✅ Collaborare con partner esterni o esperti del settore per sviluppare nuove strategie e soluzioni innovative.
✅ Implementare un processo di miglioramento continuo per mantenere la flessibilità e la capacità di adattamento dell’organizzazione.
Adattabilità al cambiamento (sempre più veloce) sarà la grande sfida dei prossimi anni!