“Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima“.
Chi non conosce la celebre frase di apertura della saga fantascientifica Star Trek, pronunciata dal Capitano James T. Kirk?
Parafrasando potremmo dire: “Marketing, ultima frontiera. Cosa succede quando il tuo cliente non sceglie più da solo, ma si lascia consigliare (o addirittura delega l’acquisto) da un Agente AI? Occorre spingersi laddove nessun uomo è mai giunto prima: verso l’Artificial Economics.
Per anni abbiamo costruito strategie, brand, campagne e funnel pensando a un unico terminale d’acquisto: la mente umana.
- Desideri
- Paure
- Status
- Abitudini
- Emozioni
- Fatica cognitiva
Verso l’Artificial Economics
Oggi tra l’azienda e il cliente entra un nuovo intermediario: un sistema di intelligenza artificiale, un Agente AI, che confronta, filtra, raccomanda e, in alcuni casi, decide.
Si, una macchina, che non prova sentimenti.
Non si commuove davanti al tuo storytelling.
Non si lascia sedurre dal packaging.
Non nutre simpatia verso il fondatore dell’azienda o il suo direttore commerciale.
Non ha alcun interesse per la tua storia aziendale.
Calcola.
Un fatto nuovo che sconvolge il paradigma economico nel quale siamo cresciuti, aprendo le porte all’Artificial Economics, una economia che comprende, oltre l’uomo, le intelligenze artificiali.
E allora cambia tutto.
Non basta più chiedersi: “Come convinco il cliente?”
Bisogna iniziare a chiedersi anche: “Come fare per essere trovato, letto, interpretato e scelto da una macchina?”
Come cambia il Marketing nell’era dell’Artificial Economics
Se un algoritmo confronta dieci fornitori simili, con promesse simili, contenuti simili, performance simili e recensioni simili, cosa farà? Con ogni probabilità sceglierà il più conveniente. Ed è qui che molte aziende rischiano di scoprire una verità scomoda: l’efficienza, da sola, non è più un vantaggio competitivo. È il prezzo d’ingresso.
Il vero tema diventa un altro: Hai abbastanza dati strutturati da essere compreso dalla macchina?
Hai un posizionamento abbastanza netto da non essere ridotto a commodity?
Hai un’identità abbastanza forte da spingere l’essere umano a dire al suo assistente AI: “No, voglio proprio quel brand”?
Hai contenuti che dimostrano competenza reale o solo parole perfettamente intercambiabili?
Il marketing sta entrando in una fase nuova.
Non sarà più sufficiente parlare all’uomo.
Non sarà più sufficiente ottimizzare per Google.
Non sarà più sufficiente produrre contenuti con l’AI.
Bisognerà imparare a competere in un mercato in cui l’uomo desidera, ma la macchina filtra. E quando la macchina filtra, tutto ciò che è neutro, generico e indistinguibile diventa invisibile. Forse la prossima grande sfida non sarà usare meglio l’intelligenza artificiale.
Sarà costruire aziende, brand e contenuti che l’intelligenza artificiale non può ignorare.
Su queste riflessioni, dopo le ferie, in arrivo una novità…!
