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Sei mai andato oltre la Data Visualization per conoscere il tuo “Mario”

Ma come, spendo ore ad insegnare l’uso di Google Data Studio, uso quotidianamente per i miei clienti gli strumenti di data visualization e adesso dico che non serve a niente? No, non mi sono impazzita! Quello che intendo dire te lo spiego con un esempio pratico. I 3 screenshot che vedi sotto sono di un account di Google Ads con gli annunci attivi dal 01/12/2022.

Rappresentano rispettivamente le visualizzazioni (impressioni), i clic e il CTR (la frequenza con cui gli utenti fanno clic sull’annuncio dopo averlo visualizzato) sugli annunci, suddivise per giorno della settimana (asse Y) e ora (asse X). Dove il blu è più scuro l’azione avviene maggiormente. Questo è quello che ci dice la Data Visualization, fine.

Visualizzazioni
clic
ctr

Dalla Data Visualization al Data Storytelling

Viene da se che se ci fermassimo qui non avremmo nessun valore aggiunto, bisogna quindi aggiungere un tassello e passare dalla Data Visualization al Data Storytelling: raccontare la storia dei dati, partendo dalla loro visualizzazione grafica.

Questi grafici, andando a fondo, ci raccontano una storia. Ci raccontano che le persone (Mario, Giovanni o Lucia) hanno cercato un argomento inerente questi annunci soprattutto la domenica intorno all’ora di pranzo, ma anche il venerdì pomeriggio, ma che poi hanno deciso di cliccarci soprattutto di lunedì nel tardo pomeriggio.

Ma la maggior frequenza di clic dopo la visualizzazione dell’annuncio avviene la domenica notte e comunque soprattutto nelle ore tardo serali. Questa è quindi la storia del percorso che fa Mario, che cerca i nostri servizi fuori dagli orari lavorativi e nei giorni festivi.
Se vi dicessi che si tratta di servizi edili B2B vi sorprenderebbe?!

La storia di Mario in realtà non può essere costruita solo da questi 3 grafici, ne servono altri come servono altre informazioni per arrivare a definire il percorso e le abitudini di Mario.

Sei mai andato oltre la Data Visualization per conoscere il tuo Mario?

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Pubblicato da
Elisa Iandiorio

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