AI

Il vocabolario di Economia Artificiale (1/3): il Nuovo Mercato

A seguito dell’uscita del mio ultimo libro, “Economia Artificiale” (con prefazione di Salvatore Russo, postfazione di Sebastiano Zanolli), Moondo inizia la pubblicazione dei concetti chiave attorno a cui è costruito il progetto editoriale.

Non un glossario enciclopedico, sono i termini che uso ogni giorno per spiegare cosa sta cambiando davvero nel modo in cui un’azienda viene trovata, valutata e scelta. Partiamo dalla domanda più semplice e più scomoda: “Chi è, oggi, il tuo cliente?“


B2A (Business-to-Agent)

Nuova direttrice commerciale in cui l’azienda vende direttamente o si interfaccia con un assistente AI autonomo (l’Agente), il quale filtra le alternative e decide l’acquisto per conto del consumatore finale.

Il cliente si è sdoppiato: da un lato resta l’essere umano emotivo (quello che Kahneman chiamerebbe Sistema 1), dall’altro è comparso un compratore freddo e computazionale che ragiona per dati strutturati e verificabilità (Sistema 2). Il B2A non sostituisce il B2C o il B2B: si aggiunge, e obbliga a imparare a vendere a entrambi contemporaneamente.

GEO (Generative Engine Optimization)

L’insieme delle tecniche volte a strutturare l’autorevolezza, la coerenza semantica e le entità reali di un brand affinché venga citato, raccomandato e sintetizzato come fonte primaria dai motori di risposta generativi (ChatGPT, Gemini, Perplexity).

È il passaggio che sta succedendo alla SEO così come la conoscevamo: non più visibilità nei link blu di una pagina di ricerca (SERP), ma presidio del nodo semantico dentro la sintesi che l’algoritmo genera. Se il tuo brand non viene nominato dentro quella sintesi, per l’utente che la legge semplicemente non esiste, anche se il tuo sito è tecnicamente perfetto.

Impresa Aumentata

Organizzazione simbiotica che fonde la massima potenza computazionale dell’intelligenza artificiale (che nel libro chiamo Flow) con la visione strategica, l’intuito profondo e l’etica insostituibile dell’essere umano (Focus).

È il modello a cui tutto il libro converge: un’impresa che non subisce l’algoritmo e non lo rifiuta, ma lo indossa come un’armatura per dare scala millimetrica alla propria unicità. La tecnologia macina, calcola, esegue. La direzione resta, e deve restare, un atto umano.


Nelle prossime settimane pubblicherò gli altri due gruppi di concetti: come cambia la comunicazione di un brand quando il pubblico non è più solo umano (Manifesto, Expertelling, Vibe Marketing), e come si esegue concretamente questa transizione dentro un’organizzazione (Metodo D.A.T.I., Oro Grigio, Business Crash Test). “Economia Artificiale” esce a ottobre.

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Pubblicato da
Alessandro Angelelli

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