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Visite in calo sul sito web? Ecco cosa potrebbe essere successo

Può capitare che chi ha un sito web noti nel tempo insoliti cambiamenti nel traffico di utenti, sia singolarmente su ogni pagina che a livello globale. Il fenomeno riguarda moltissimi siti web e può essere spiegato tramite i cambiamenti, alcuni impercettibili, che stanno trasformando la rete in profondità.

Per gestire queste oscillazioni, bisogna, innanzitutto, analizzare lo stato del posizionamento del sito web, e poi valutare se sono presenti errori sul codice o eventuali altre problematiche che, di norma, incidono negativamente sul posizionamento.

In aggiunta, ci sarà da valutare un percorso di ottimizzazione che miri ad adeguare il sito web agli attuali standard di ricerca online, un mondo dove oltre ai soliti principali attori e concorrenti, è arrivata una grande novità: le AI generative.

Trattandosi di un quadro complesso e in via d’evoluzione, la miglior cosa da fare per non farsi trovare impreparati è contattare un consulente SEO fidato. Vediamo il perché.

Perché il traffico del sito sta diminuendo?

Ci sono diversi fattori che possono spiegare il calo delle visite su un sito web, e spesso si tratta di una combinazione di più elementi.

Uno dei motivi principali è l’evoluzione degli algoritmi di Google, che vengono costantemente aggiornati per migliorare la qualità dei risultati di ricerca. Se un sito non segue le nuove linee guida di posizionamento, potrebbe subire un downgrade nel ranking e perdere traffico.

Un altro fattore rilevante è il crescente utilizzo delle AI generative, che stanno cambiando il modo in cui gli utenti cercano informazioni online: esse forniscono risposte dirette alle domande degli utenti, riducendo la necessità di cliccare sui link dei siti web. Questo ha un impatto soprattutto sui siti che offrono contenuti informativi generici, meno distintivi rispetto ai risultati forniti dalle AI.

Inoltre, il calo del traffico potrebbe essere causato da problematiche tecniche del sito: errori nel codice, tempi di caricamento lenti o un’ottimizzazione mobile non adeguata possono penalizzare il posizionamento e scoraggiare gli utenti a navigare ulteriormente.

Come intervenire per migliorare il posizionamento?

La prima azione da compiere è un’analisi approfondita delle performance del sito. Google Search Console e Google Analytics, per citare gli strumenti di analisi più famosi, possono fornire dati essenziali su quali pagine stanno perdendo traffico, quali sono le parole chiave che non funzionano più e dove si verificano i problemi tecnici.

Una volta identificati i punti critici, si passa alla fase di intervento, che può includere il miglioramento dei contenuti, l’ottimizzazione delle parole chiave e l’aggiornamento della struttura del sito per renderlo più veloce e user-friendly. Se il calo di visite è legato alla competizione con le AI, potrebbe essere utile anche puntare su contenuti di nicchia, approfonditi e di alto valore, cosa che le intelligenze artificiali non sono ancora in grado di replicare con precisione.

L’importanza di una consulenza SEO professionale

Affrontare il calo di traffico senza una strategia può causare perdite di tempo e denaro, per cui vale la pena ingaggiare un consulente SEO.

Un professionista del settore è in grado di individuare con precisione le cause della perdita di visibilità e proporre strategie personalizzate per recuperare posizionamento e traffico.

È bene quindi agire tempestivamente, facendo affidamento sulla professionalità e sulle conoscenze di un esperto.

Articolo redatto in collaborazione con Laura Venturini.

Dopamina e dipendenza dai social media: come i “cuoricini” hackerano il nostro cervello!

Negli ultimi anni l’uso prolungato dei social media ha registrato una crescita esponenziale,
portando a preoccupazioni significative riguardo gli effetti sul comportamento delle nuove
generazioni e sulla salute mentale degli utenti iperconnessi. In questo articolo analizzeremo il ruolo della dopamina nella formazione di dipendenze comportamentali legate ai social media.

I social network sono diventati parte fondamentale della vita quotidiana, offrendo un accesso immediato ad interazioni sociali, informazioni e gratificazioni. Le piattaforme social come Instagram e TikTok sono strutturate per massimizzare il coinvolgimento, sfruttando il ciclo di ricompensa e motivazione del cervello.

Ma veniamo al dunque, cosa si intende per dopamina e perché sempre più spesso viene abbinata a comportamenti disfunzionali che si manifestano in Rete?

La dopamina è un neurotrasmettitore chiave nel controllo della ricompensa e della motivazione. Ogni volta che riceviamo uno stimolo positivo – come cibo, sesso o interazioni sociali – la dopamina viene rilasciata, rafforzando il comportamento che ha portato alla ricompensa. Nei social media, questo ciclo viene sfruttato attraverso segnali visivi e acustici come notifiche, “mi piace” e commenti, che agiscono come potenti rinforzi intermittenti, simili a quelli osservati nei modelli di dipendenza da gioco d’azzardo.

Alcuni studi scientifici affermano che il cervello degli adolescenti è particolarmente sensibile al rilascio di dopamina, poiché il sistema di ricompensa è iperattivo durante questa fase di sviluppo. Analizzando i comportamenti messi in atto in particolar modo dalla Generazione Z (ragazzi nati dal 1995 al 2010), notiamo sempre più spesso come i giovani sono più vulnerabili agli effetti gratificanti dei social media e più propensi a sviluppare comportamenti compulsivi. Inoltre, il bisogno di approvazione sociale e l’influenza dei pari, amplificano ulteriormente questa vulnerabilità.

L’iperconnessione costante sui social media è considerata una forma di dipendenza
comportamentale ed è caratterizzata da:

  1. Ricompensa Variabile: Gli algoritmi delle piattaforme social sono progettati per offrire
    ricompense casuali. Questo sistema intermittente è particolarmente efficace nel mantenere
    alta l’attenzione e nel promuovere l’uso compulsivo.
  2. Anticipazione della Ricompensa: Anche l’attesa di una possibile notifica o di
    un’interazione sociale gratificante è sufficiente per attivare il rilascio di dopamina. Questo
    porta ad un ciclo di controllo continuo dello smartphone, anche in assenza di nuove
    notifiche.
  3. Desensibilizzazione e Tolleranza: Con l’uso prolungato, il sistema dopaminergico diventa
    meno reattivo agli stimoli abituali, portando alla necessità di ricevere interazioni sociali più
    frequenti o intense per provare la stessa gratificazione.

L’esposizione continua agli stimoli social può innescare diverse problematiche psicologiche e
comportamentali come disturbi d’ansia, depressione e sindrome da FOMO (Fear of Missing
Out), ovvero quando la paura di perdere eventi o interazioni sociali stimola ulteriormente il bisogno di connessione continua, generando stress ed insoddisfazione. Un’altra problematica che troppo spesso si verifica in circostanze simili è la compromissione del sonno, generato dall’uso notturno dei social.

Possiamo dunque definire l’effetto dopamina come una forza potente che può trasformare
l’utilizzo eccessivo dei social media in una dipendenza comportamentale.

Mentre la tecnologia continuerà ad evolversi, il futuro della salute mentale dipenderà solo dalla nostra capacità di bilanciare l’uso dei social con una vita reale alimentata da interazioni offline e stimolata da attività ludico-creative.

Acquisire clienti con la SEO: parliamo di lead generation integrata

La SEO è fondamentale per generare lead qualificati nel contesto B2B. Non serve solamente ad aumentare la visibilità di un sito web, perché funge da catalizzatore per attrarre decision-maker nell’esatto momento in cui sono alla ricerca di soluzioni specifiche.

La forza della SEO risiede nella sua capacità di coniugare strategia, analisi e contenuti di valore, posizionando le aziende come leader del proprio settore. Questo articolo esplora come un approccio integrato alla SEO possa trasformare il processo di lead generation per aziende B2B, fornendo insight su tecniche, strumenti e sinergie con altre strategie digitali.

La scelta delle parole chiave: precisione e rilevanza

Nel B2B, individuare le giuste parole chiave è una delle attività più strategiche di un progetto SEO. Oltre a puntare su termini generici e ad alto volume di ricerca, occorre concentrarsi su keyword che riflettano le esigenze specifiche dei clienti potenziali. Le query più efficaci sono quelle che rivelano un intento chiaro, come “soluzioni per ottimizzazione logistica” o “software per gestione documentale”.

Questo processo richiede un’analisi approfondita tramite strumenti avanzati, come SEMrush o Ahrefs, che permettono di individuare non solo le parole chiave più pertinenti e i trend emergenti.

Le keyword selezionate devono essere integrate nei contenuti in modo organico, assicurando una lettura fluida e naturale. La scelta delle parole chiave deve, inoltre, essere allineata alle fasi del funnel: scoperta del brand, considerazione d’acquisto, presa della decisione.

Contenuti su misura per ogni fase del processo decisionale

Il contenuto è l’elemento cardine della SEO per la lead generation, specialmente nel B2B, dove i cicli decisionali sono più complessi. Un aspetto di cui le aziende B2B dovrebbero prendersi cura è la produzione di risorse che rispondano a domande e dubbi iniziali tipici del cliente: articoli di blog, guide pratiche e approfondimenti tematici, infatti, aiutano a catturare l’attenzione del target, ad offrire risposte precise e ad avvicinarlo all’azienda.

Una volta che il lead passa alla fase di considerazione, sarà il momento di passare a contenuti più dettagliati e di valore, come white paper, studi di caso o webinar: queste risorse devono essere accessibili, magari attraverso landing page ottimizzate, per favorire la raccolta di informazioni come dati di contatto o preferenze di acquisto.

Nella fase decisionale, invece, i contenuti devono concentrarsi sulla dimostrazione di valore. Testimonianze, comparazioni di soluzioni e video dimostrativi offrono al potenziale cliente le ultime informazioni necessarie per scegliere con sicurezza.

In ogni fase, la chiave è mantenere coerenza tra il messaggio trasmesso e le esigenze del pubblico.

La costruzione di link come leva per l’autorevolezza

La link building rappresenta uno degli aspetti più rilevanti della SEO, specialmente nel B2B, dove l’autorevolezza del dominio gioca un ruolo cruciale nella percezione del valore da parte degli utenti.

È fondamentale evitare pratiche scorrette, come l’acquisto di link o l’uso di schemi non etici, che potrebbero portare a penalizzazioni. Investire nella creazione di contenuti utili e facilmente condivisibili rappresenta la strategia più sostenibile, anche perché garantisce risultati duraturi e un miglioramento continuo dell’autorevolezza del sito.

L’utilizzo di strumenti di analisi, come Google Analytics o Search Console, permette di rilevare i punti di forza e le aree di miglioramento. Per esempio, una pagina che genera molte visite, ma poche conversioni potrebbe beneficiare di una revisione del layout o del messaggio.

La sinergia tra SEO e altre strategie di lead generation

La SEO raggiunge il massimo potenziale quando si integra con altre strategie digitali. Lavorare in sinergia con le campagne PPC, per esempio, consente di presidiare sia le query organiche che quelle sponsorizzate, aumentando così la visibilità complessiva. L’integrazione con l’email marketing, invece, permette invece di nutrire i lead acquisiti, trasformando il traffico in relazioni durature e redditizie.

Un’altra importante sinergia è rappresentata dai social media, che amplificano la portata dei contenuti SEO e favoriscono la condivisione, contribuendo alla costruzione di link.

In conclusione, un approccio integrato aiuterà l’azienda B2B nel migliorare la qualità delle interazioni, oltre ad assicurare che ogni lead venga gestito in modo personalizzato e che i ritorni sugli investimenti siano di valore.

Articolo redatto in collaborazione con VisilaY.

Intelligenza Artificiale nuova frontiera dell’innovazione: verso l’AI Festival 2025

L’Intelligenza Artificiale (AI) sta vivendo un periodo di espansione senza precedenti, toccando ambiti che vanno dalla creazione di contenuti alla robotica avanzata. Grazie all’innovazione tecnologica in costante progresso, questi sistemi intelligenti stanno diventando sempre più accessibili, offrendo soluzioni in grado di rivoluzionare intere filiere industriali, modelli di business e persino le abitudini di vita quotidiana.

Per chi desidera approfondire questi temi un evento imperdibile è sicuramente l’AI Festival 2025 a Milano (26-27 febbraio), location il prestigioso Edificio Roentgen, per la seconda edizione del Festival Internazionale sull’Intelligenza Artificiale, di cui con Moondo siamo Media Partner.

L’esplosione dell’AI generativa

Tra le applicazioni più avvincenti dell’Intelligenza Artificiale spicca l’AI generativa, rappresentata da strumenti come ChatGPT, DALL·E e Midjourney, capaci di creare testi, immagini e altri contenuti a partire da semplici istruzioni testuali. L’ascesa di queste soluzioni ha spalancato le porte a nuove possibilità:

  • Automazione di attività ripetitive o creative (es. copywriting, analisi testuale preliminare, bozzetti di design).
  • Incremento dell’efficienza nella produzione di contenuti multimediali per marketing, formazione ed editoriali.
  • Democratizzazione della tecnologia, consentendo a piccole imprese e professionisti di sperimentare modelli di business un tempo riservati a realtà più grandi.

Se da un lato l’innovazione generata da questi strumenti offre opportunità di crescita e creatività, dall’altro solleva importanti questioni di responsabilità legate alla protezione dei dati, alla verifica delle fonti e alla generazione di contenuti potenzialmente fuorvianti.

Etica e trasparenza nell’Intelligenza Artificiale

La rapidità con cui l’AI si sta diffondendo ha portato al centro del dibattito globale il tema dell’etica. Dagli algoritmi di riconoscimento facciale ai sistemi di valutazione del personale, fino ai software di analisi predittiva per prestiti bancari, le tecnologie di Intelligenza Artificiale possono influire in modo significativo sulla vita delle persone. Tra le principali sfide etiche emergono:

  1. Bias algoritmici: se i dati di addestramento contengono pregiudizi, l’AI rischia di riprodurli o persino di amplificarli.
  2. Trasparenza: l’esigenza di comprendere il funzionamento di un algoritmo (il cosiddetto “diritto alla spiegazione”) diventa cruciale per tutelare i diritti degli individui.
  3. Privacy: l’utilizzo di dati sensibili, specialmente in sistemi di sorveglianza o riconoscimento facciale, richiede normative chiare per evitare abusi.

A livello istituzionale, l’Unione Europea e altri organismi internazionali stanno lavorando a regolamentazioni volte a garantire che lo sviluppo e l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale siano sempre più responsabili, equi e in linea con i principi fondamentali dei diritti umani.

Automazione e futuro del lavoro: opportunità e rischi

Un aspetto cruciale dell’AI riguarda l’impatto sul mercato del lavoro. L’automazione di mansioni ripetitive e standardizzate potrebbe ridurre o trasformare alcuni tipi di impiego, ma allo stesso tempo creare nuove professioni.

  • Professioni a rischio: settori come il customer service di base, la gestione di dati e l’assemblaggio in catena di montaggio sono tra i più esposti all’automazione.
  • Nuove competenze: la diffusione dell’AI genera una forte domanda di figure specializzate (data scientist, ingegneri del machine learning) e di competenze trasversali (problem solving, creatività, pensiero critico).
  • Formazione continua: reskilling e upskilling diventano fondamentali per preparare la forza lavoro alle sfide poste dall’innovazione. Aziende e governi investono sempre di più in percorsi formativi volti a colmare il divario tra competenze tradizionali e quelle richieste dai nuovi paradigmi tecnologici.

Nel lungo periodo, l’obiettivo è fare in modo che la maggiore produttività generata dall’Intelligenza Artificiale si traduca in un miglioramento globale delle condizioni lavorative e non in un aumento delle disuguaglianze.

AI e sostenibilità: un binomio fondamentale

L’innovazione in ambito AI va di pari passo con la ricerca di soluzioni sostenibili, in grado di affrontare problemi sociali e ambientali di portata globale:

  • Settore sanitario: l’analisi dei dati clinici e l’elaborazione di immagini mediche mediante AI consentono diagnosi più precoci e precise, con ricadute positive sulla salute pubblica.
  • Agricoltura intelligente: algoritmi di ottimizzazione e droni automatizzati aiutano a ridurre l’uso di pesticidi e a gestire le risorse idriche in modo più efficiente.
  • Trasporti e logistica: i sistemi predittivi e i veicoli autonomi diminuiscono consumi ed emissioni, migliorando la qualità del servizio.
  • Cambiamenti climatici: la capacità di processare e interpretare enormi quantità di dati favorisce la prevenzione dei disastri naturali e la definizione di strategie di intervento più mirate.

Nel contesto dell’Intelligenza Artificiale, la sostenibilità rappresenta un obiettivo che coinvolge tanto gli attori pubblici quanto le imprese private, consapevoli che la transizione ecologica non possa prescindere da tecnologie avanzate in grado di generare impatti positivi su larga scala.

Promuovere l’innovazione: AssoInnovatori

A proposito di innovazione, si stanno affermando realtà associative che puntano a favorire lo scambio di idee e la collaborazione tra professionisti, imprese e organizzazioni impegnate nel campo dell’Intelligenza Artificiale. Un esempio significativo è AssoInnovatori, un’associazione senza scopo di lucro che promuove iniziative di formazione, networking e divulgazione tecnologica.
Chiunque sia interessato ad approfondire le tematiche legate all’AI e all’innovazione può trovare maggiori informazioni sul sito ufficiale dell’associazione.
Attraverso conferenze, workshop e progetti di ricerca condivisa, associazioni come AssoInnovatori contribuiscono a creare un ecosistema dinamico, supportando i professionisti nel rimanere costantemente aggiornati e nel dialogare con aziende e istituzioni.

Verso l’AI Festival 2025 a Milano

L’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva di innovazione cruciale, in grado di trasformare processi, prodotti e servizi in ogni settore. Tuttavia, la velocità del suo sviluppo richiede un confronto continuo tra tutti gli stakeholder: imprese, enti pubblici, mondo accademico e società civile. La corretta regolamentazione, la formazione delle competenze e il rispetto di principi etici e di trasparenza sono elementi essenziali per sfruttare appieno il potenziale dell’AI, scongiurando al contempo rischi di discriminazione, esclusione o violazione della privacy.

Per chi desidera approfondire questi temi, a breve si terrà l’AI Festival a Milano, un evento interamente dedicato all’AI e ai suoi molteplici risvolti. Durante questa manifestazione, esperti e appassionati si confronteranno sulle ultime novità tecnologiche, illustreranno best practice e proporranno visioni per un futuro in cui l’Intelligenza Artificiale continui a guidare l’innovazione nel rispetto dei valori fondamentali di equità e responsabilità. Per maggiori informazioni sull’AI Fest, sul programma e sulle modalità di partecipazione, è possibile consultare il sito ufficiale dell’AI Fest.

Investire in ricerca e formazione, promuovere partnership strategiche e definire regole chiare: questi sono i pilastri su cui costruire un ecosistema in cui l’Intelligenza Artificiale diventi davvero un’alleata per l’umanità. Attraverso uno sforzo collettivo e un approccio lungimirante, sarà possibile trasformare le potenzialità dell’AI in un volano di sviluppo sostenibile, in cui innovazione e progresso sociale procedano di pari passo.

Le principali caratteristiche dello stile assertivo

Lo stile di comunicazione assertivo è considerato il più efficace e sano, poiché permette alle persone di esprimere i propri bisogni, desideri e opinioni in modo chiaro e diretto, senza prevaricare né essere prevaricati.

A differenza degli stili passivo o aggressivo, l’assertività consente una comunicazione equilibrata, in cui si rispettano sia i propri diritti che quelli degli altri.

Quali sono le caratteristiche dello stile assertivo?

▶ Chiarezza e trasparenza – le persone assertive comunicano in modo chiaro e diretto, esprimendo i propri bisogni e opinioni senza ambiguità.
▶ Rispetto per sé e per gli altri – l’assertività implica il rispetto per i propri diritti, sentimenti e opinioni, ma anche per quelli degli altri. Questo crea un equilibrio nella comunicazione.
▶ Capacità di dire di no – le persone assertive non hanno paura di rifiutare una richiesta o di esprimere un disaccordo, ma lo fanno in modo rispettoso e costruttivo.
▶ Postura e linguaggio del corpo aperti – il linguaggio del corpo assertivo è aperto e rilassato, con un contatto visivo stabile, un tono di voce fermo ma gentile, e una postura che indica fiducia.
▶ Esprimere emozioni e feedback – le persone assertive non reprimono i propri sentimenti, ma li comunicano in modo appropriato. Ad esempio, se sono frustrate o deluse, lo esprimono senza accusare o aggredire.

Spero ne abbiate diversi di colleghi e capi con questo stile… 😉

Nasce INO – International Neuromartech Observatory: una nuova frontiera tra neuroscienze, AI e marketing

Dalla collaborazione tra AINEM – Associazione Italiana Neuromarketing e l’agenzia innovativa GreatPixel prende vita INO – International Neuromartech Observatory, un progetto ambizioso dedicato a esplorare le connessioni sempre più strette tra neuroscienze, tecnologie di marketing ed intelligenza artificiale.

Il nuovo osservatorio si propone di analizzare e anticipare le trasformazioni del mercato Martech, grazie all’integrazione tra ricerca neuroscientifica e soluzioni AI. Le potenzialità di queste tecnologie aprono scenari rivoluzionari per il mondo del marketing: i professionisti potranno infatti utilizzare nuovi strumenti per studiare emozioni, attenzione e comportamenti dei consumatori, nonché prevedere l’esito delle campagne con una precisione mai vista prima.

Aree di intervento: tecnologia, etica e collaborazione

L’attività di ricerca dell’INO si concentra sulla cosiddetta “AI-powered Neuromartech”, puntando a:

  • Prevedere risposte emotive e comportamenti dei consumatori.
  • Analizzare dati biometrici, tracciamento oculare e modelli vocali in tempo reale.
  • Raffinare le strategie di marketing, rendendole sempre più personalizzate.

Ma non si tratta solo di tecnologia: l’INO intende definire standard industriali che garantiscano trasparenza, etica e qualità. Tra i principali obiettivi figurano linee guida per la privacy, protocolli tecnici per la raccolta dati e criteri di validazione per i modelli AI.

La condivisione delle conoscenze avrà un ruolo centrale. INO prevede infatti la pubblicazione di white paper, l’organizzazione di conferenze internazionali e la creazione di una piattaforma collaborativa tra aziende e università, disponibile su neuromartech.com.

Secondo Giovanni Pola, ideatore e coordinatore di INO, “Le neuroscienze unite alle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, sono già una realtà e diventeranno uno strumento sempre più fondamentale nel vincere la sfida della rilevanza, creare comunicazioni più coinvolgenti e monitorare sistematicamente le metriche legate all’emozione e all’attenzione nelle proprie campagne pubblicitarie”.

Anche Francesco Gallucci, vicepresidente di AINEM e direttore scientifico dell’Osservatorio, sottolinea l’importanza del progetto: “AINEM è impegnata da anni nella definizione e promozione del NEUROMARKETING e delle Neuroscienze Applicate attraverso ricerche, knowledge transfer, divulgazione, e con questo nuovo Osservatorio internazionale faremo leva sulle nostre numerose connessioni con i centri di ricerca di tutto il mondo per ricondurre l’evoluzione tecnologica al rigore scientifico, per dare un nuovo strumento evolutivo al mercato del marketing e della ricerca”.

Promotori

  • AINEM, nata nel 2016, è l’Associazione Italiana Neuromarketing, un punto di riferimento per il settore, con una rete di 25 dipartimenti e circa 100 Ambassador attivi in Italia e all’estero.
  • GreatPixel è un’agenzia leader nella consulenza per brand experience, strategia e innovazione, che collabora con startup e grandi aziende internazionali.

Attirare clienti su LinkedIn senza essere promozionali

Uno degli aspetti più delicati di LinkedIn è riuscire a promuovere se stessi o i propri servizi senza apparire invadenti o troppo “venditori”.

Ci sono strategie che puoi adottare per attirare clienti su LinkedIn in modo naturale, generando interesse e fiducia. Ecco alcune strategie che puoi usare per generare lead senza risultare troppo promozionale:

▪︎ Crea valore
↳ Pubblica contenuti che rispondono alle domande del tuo pubblico: suggerimenti, insight, riflessioni utili a chi legge, senza aspettarti nulla in cambio. I post che educano o aiutano tendono a generare più interesse.

▪︎ Racconta storie
↳ Le storie vendono senza vendere. Racconta esperienze personali o di clienti (con il loro consenso), mostra come sei riuscito a risolvere, un problema concreto. L’autenticità è una chiave potente per costruire fiducia.

▪︎ Dietro le quinte
↳ Condividi il processo dietro il tuo lavoro, come affronti una sfida, come risolvi i problemi per i clienti, oppure quali strumenti utilizzi. Questo tipo di contenuti dimostra la tua competenza senza essere direttamente promozionale.

▪︎ Interagisci con il tuo pubblico
↳ Commenta, rispondi e partecipa alle discussioni della tua rete. Mostra interesse sincero verso i bisogni e i problemi delle persone, questo ti aiuta a costruire fiducia e aumenta la probabilità che vengano da te quando hanno bisogno.

▪︎ Sii coerente, non insistente
↳ Pubblica con regolarità contenuti che parlano delle tue competenze ma senza spingere troppo sulla promozione diretta. La coerenza aiuta a creare una percezione di affidabilità nel lungo termine.

attirare clienti su LinkedIn


La chiave è bilanciare il valore di ciò che offri con gli interessi del tuo target, mostrando sempre che il tuo focus è sugli altri e non su di te. Quando la tua voce è autentica e orientata ad aiutare, le persone iniziano a notarti spontaneamente e a considerarti una risorsa preziosa.

Quale strategia utilizzi per attrarre clienti su LinkedIn senza sembrare promozionale? 

AISM festeggia 70 anni di innovazione nel marketing: Milano 4 dicembre 2024

L’intelligenza artificiale al servizio del marketing: evoluzione o rivoluzione? è il titolo del Congresso Annuale di AISM – Associazione Italiana Sviluppo Marketing, in programma il 4 dicembre p.v. a Milano, presso la Sala Napoleonica di Palazzo Greppi (Università degli Studi di Milano – Statale).

Si tratta di una data importante, ricorrono infatti quest’anno i 70 anni dalla fondazione dell’Associazione, da sempre impegnata a sostenere professionisti ed imprese che operano nel settore del marketing e della comunicazione.

Il tema scelto quest’anno non poteva che essere l’Intelligenza Artificiale (IA), che si presenta come la chiave per un marketing più etico, sostenibile ed innovativo. Insieme ad ospiti autorevoli esploreremo come l’IA stia ridefinendo il panorama del marketing, offrendo nuove opportunità per creare valore sia per i clienti che per la società.

L’intelligenza artificiale: un’alleata o una sfida?

Questa tecnologia in rapida evoluzione rappresenta una frontiera ancora inesplorata per molti, capace di suscitare timori ma anche straordinarie possibilità. Nel marketing l’IA offre strumenti per trasformare strategie, interpretare dati e migliorare le interazioni con i target. Ma come integrare queste innovazioni in modo etico ed efficace?

Massimo Giordani, Presidente AISM, sintetizza così il valore di questa discussione: “I 70 anni di AISM raccontano la storia del marketing in Italia, il tema di questo congresso rappresenta la chiave per il suo futuro. Questo è lo spirito che caratterizza la nostra associazione, saper guardare avanti senza dimenticare il passato, con una giusta dose di cautela verso ciò che non si conosce, ma anche con tanta curiosità e voglia di sperimentare per riuscire a cogliere le opportunità che sempre l’innovazione offre. I modelli di IA, per quanto siano ancora in uno stadio infantile della loro evoluzione, stanno già cambiando il modo in cui lavoriamo e in cui ci relazioniamo con le informazioni, per questo abbiamo deciso di parlarne in questo congresso”.

Un evento imperdibile per professionisti ed appassionati di marketing ed IA

Il Congresso si terrà mercoledì 4 dicembre 2024, dalle 08:45 alle 13:30, presso la prestigiosa Sala Napoleonica di Palazzo Greppi, Università degli Studi di Milano (via S. Antonio, 12). L’evento è gratuito edaperto a tutti previa registrazione su Eventbrite.

Aism congresso 2024

Programma

ore 08:45 – 09:15 | Registrazione Partecipanti
ore 09:15 – 09:25 | Saluti di Benvenuto e Apertura Lavori
− Esponente dell’Università Statale
− Massimo Giordani Presidente AISM – Associazione Italiana Sviluppo Marketing
Introduzione al tema: Marco Camisani Calzolari Docente Universitario, Autore, Divulgatore Scientifico, Cyberumanista

ore 09:25 | Inizio Lavori
Marketing e Intelligenza Artificiale: scenari possibili
Massimo Giordani Presidente AISM – Associazione Italiana Sviluppo Marketing
Intelligenza Artificiale e nuove tribù del consumo
Elio Franzini – Professore Ordinario Dipartimento di Filosofia Piero Martinetti Università degli Studi di Milano
AI INCLUSIVE. ALL INCLUSIVE: Marketing e Comunicazione per un Futuro senza Barriere
Luca Borsoni Previdi – Managing Partner & Creative Director ASBorsoni, Associato AISM

AI e MARKETING: soluzioni intelligenti per promuovere una alimentazione consapevole
Luigi Bonizzi – Professore Ordinario Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche, Università degli Studi di Milano
Marketing Convergente B2B-B2C guidato dall’AI: dall’Industria 4.0 alla 6.0 nella Catena di Valore della Ceramica
Davide Settembre Blundo – Innovability Manager di Gresmalt Group, Associato AISM
DomAnI Tecnologie e comunità, una sfida all’insegna dei valori
Gaetano Fausto Esposito – Docente di Economia Politica e Direttore Generale del Centro Studi G. Tagliacarne Fabrizio Bellavista Partner Emotional Marketing Lab, esperto Intelligenza Emotiva, Associato AISM

ore 10:55-11:15 | Networking Break

Etica, regole e responsabilità nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale
Elvira Oliva – Regulatory Affairs Manager di CRIF, PhD student in EU Law, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna
Generative AI come abilitatore di un nuovo modo di fare Marketing e Comunicazione nel Private Banking
Stefano Harak – Head of Digital Marketing & CVM, Banca Generali
Intelligenza Artificiale e Sviluppo Cognitivo. Un pericolo per i giovani e non solo…?
Marcello Foa Giornalista – conduce “Giù la maschera” su Rai Radio 1, Docente universitario ALMED/Cattolica
Come diventare un’azienda AI-powered
Fabio Moioli – Technology, Media, Telecommunications & Services Practice Consultant, Spencer Stuart Milan

TAVOLA ROTONDA
Interverranno:

Mattia Affini – Presidente Aldia Cooperativa Sociale
Luigi Bonizzi – Professore Ordinario Dip. di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche, Università degli Studi di Milano
Marcello Foa – Giornalista, conduce “Giù la maschera” su Rai Radio 1, Docente universitario ALMED/Cattolica
Elio Franzini – Professore Ordinario Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” Università degli Studi di Milano
Damiano Fuschi – Assistant Professor in Comparative Public Law, Dipartimento di Diritto Pubblico Italiano e Sovranazionale, Università degli Studi di Milano
Modera gli interventi: Massimo Giordani Presidente AISM Associazione Italiana Sviluppo Marketing

ore 13:30 | Conclusioni e Chiusura lavori
Massimo Giordani – Presidente AISM – Associazione Italiana Sviluppo Marketing

AISM: 70 anni di innovazione nel marketing

Fondata nel 1954, AISM è la prima associazione italiana a promuovere lo sviluppo della professionalità nel marketing. Grazie a seminari, convegni e pubblicazioni, l’associazione si pone come punto di riferimento per affrontare le sfide di un mercato sempre più complesso.

Per informazioni e registrazioni:
📧 info@aism.org
📞 +39 324 0735049
🌐 www.aism.org

TeamSystem e MailUp: insieme per rivoluzionare la messaggistica con gli RCS

La tecnologia RCS (Rich Communication Services) sta cambiando il volto della messaggistica, guadagnando terreno nel marketing digitale grazie a un aumento dell’adozione da parte delle aziende pari al 36% in più rispetto all’anno scorso. Questo tipo di messaggistica, che può generare tassi di conversione fino al 140%, sta diventando un alleato fondamentale per le imprese che vogliono migliorare la loro comunicazione e ottenere risultati concreti. Più di una semplice evoluzione degli SMS, gli RCS offrono una soluzione sicura, interattiva e multimediale, in grado di ottimizzare il marketing e potenziare l’engagement.

Rispetto ai tradizionali SMS, limitati al solo testo, gli RCS permettono alle aziende di arricchire i loro messaggi con immagini, caroselli, pulsanti call-to-action (CTA) e campi dinamici personalizzati. Ciò rende ogni comunicazione più coinvolgente e mirata, permettendo alle imprese di rispondere meglio alle esigenze dei clienti. Inoltre, gli RCS offrono un vantaggio non trascurabile in termini di sicurezza, con la certificazione dei mittenti che aiuta a prevenire frodi e phishing.

Un altro aspetto fondamentale è la velocità di interazione e la certezza che il messaggio arrivi al destinatario. Gli RCS, infatti, eliminano i limiti di caratteri e rendono l’invio più immediato e sicuro, migliorando l’esperienza sia per l’utente finale che per le aziende che lo utilizzano. Grazie a queste caratteristiche, gli RCS si presentano come una tecnologia all’avanguardia per potenziare le comunicazioni aziendali.

TeamSystem, leader nelle soluzioni digitali per il business, ha scelto di essere tra i primi in Italia a lanciare il canale RCS grazie alla collaborazione con MailUp, offrendo ai propri clienti un’opportunità innovativa in anticipo rispetto ai competitor.

A livello globale, infatti, gli RCS stanno rapidamente guadagnando popolarità: il 26% degli utenti li utilizza già, e l’adozione continua a crescere. Nonostante WhatsApp resti la piattaforma di messaggistica più utilizzata (51%), gli RCS si stanno imponendo grazie alla loro capacità di offrire un canale più sicuropersonalizzabile e interattivo, con una performance decisamente superiore ai classici SMS.

Una tecnologia che registra una crescita del 36% e offre alle aziende un tasso di conversione fino al 140%Nonostante le loro avanzate funzionalità, gli RCS sono anche facili da usare. Grazie a un sistema intuitivo, le aziende possono creare messaggi personalizzati e pianificarne l’invio in modo semplice e rapido, ottimizzando così tempo e risorse. Le potenzialità di questa tecnologia sono ampie e, per chi desidera conoscere meglio le sue caratteristiche, è disponibile un’infografica dettagliata realizzata da MailUp che spiega come sfruttarla al meglio.

Articolo scritto in collaborazione con MailUp.

Intelligenza artificiale generativa utilizzata solo dal 15% dei manager. Motivo? La mancanza di conoscenza

L’intelligenza artificiale generativa rappresenta senza dubbio una delle innovazioni tecnologiche più dirompenti e promettenti degli ultimi anni. Come spesso accade con le grandi rivoluzioni, questa nuova tecnologia si scontra però con una certa diffidenza, una innata resistenza, da parte di molti manager e professionisti.

E’ solo difficoltà ad accettare il cambiamento? O è la conseguenza di una inadeguata cultura e conoscenza del fenomeno?

Secondo i dati riportati a livello globale solo il 15% dei manager utilizza con continuità l’intelligenza artificiale generativa all’interno dei propri contesti lavorativi, nonostante le previsioni di crescita del mercato che entro il 2032 dovrebbe raggiungere i 500 miliardi di euro (+2250% rispetto al 2023).

Generative AI Week

AI: qual è il motivo di tanta diffidenza?

Per quasi un manager su due la principale ragione è la mancanza di cultura e conoscenza dell’innovazione. È quindi fondamentale investire in iniziative di formazione e divulgazione, per colmare questo gap e permettere ai professionisti di comprendere appieno le potenzialità offerte dalla Gen AI.

In questo contesto vanno inquadrati e sostenuti con fermezza eventi come Generative AI Week, organizzato da IA Spiegata Semplice, un’opportunità che nessun professionista dovrebbe lasciarsi sfuggire per approfondire l’argomento e scoprire come applicare concretamente questa tecnologia all’interno dei propri contesti aziendali.

Generative AI Week 2024

Durante la Generative AI Week, che si terrà dal 18 al 22 novembre, in modalità 100% online e del tutto gratuita, sono previsti oltre 10.000 partecipanti e più di 50 lezioni tenute da esperti di fama internazionale, come Guido Scorza del Garante della Privacy e Virginia Padovese di NewsGuard Technologies.

L’obiettivo secondo Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di IA Spiegata Semplice, è quello di “mettere al corrente manager, imprenditori e professionisti di tutti gli aspetti legati all’intelligenza artificiale generativa, acculturandoli e facendo loro vedere come utilizzare al meglio questa tecnologia all’interno del loro contesto lavorativo”.

Ma quali sono i principali ambiti di applicazione della Gen AI che possono essere sfruttati dai manager e dalle aziende?

Secondo gli esperti l’IA può rivelarsi estremamente utile come “automatic report maker” per elaborare in autonomia report dettagliati a partire da grandi volumi di dati, come “email generator” per creare bozze di messaggi da personalizzare, come “brainstorming supporter” per generare spunti creativi durante le riunioni, come “time optimizer” per strutturare agende di lavoro efficienti, come “staff coach” per realizzare contenuti formativi per i dipendenti, e infine come “personal assistant” per gestire in modo efficace le conversazioni con i clienti.

Ma sono solo alcuni esempi, le potenzialità offerte dalla Gen AI sono davvero molteplici e possono portare a significativi miglioramenti in termini di produttività, efficienza e qualità del lavoro.

Speaker 2024 AI Gen

Come sottolineato dagli organizzatori della Generative AI Week, “ogni qual volta che si ha a che fare con un grande potere, bisogna essere ancora più responsabili e consapevoli dell’innovazione che si ha tra le mani”.

È fondamentale che manager e professionisti acquisiscano una solida cultura digitale ed una profonda conoscenza di questa tecnologia, in modo da poterla sfruttare al meglio senza incorrere in rischi o utilizzi impropri.

Iniziative come la Generative AI Week rappresentano un’occasione imperdibile per tutti coloro che vogliono comprendere a fondo le potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa ed imparare ad integrarla efficacemente all’interno dei propri contesti aziendali.

Solo attraverso una adeguata formazione e divulgazione sarà possibile superare le attuali resistenze e permettere a manager, imprenditori e professionisti di cogliere appieno i vantaggi offerti da questa nuova tecnologia, che sta rivoluzionando il nostro modo di vivere e lavorare.